Vergogna Regeni, salta il processo ai 007 egiziani: la rabbia dei genitori

Vergogna Giulio Regeni, salta il processo nei confronti dei quattro egiziani (appartentni al gruppo dei ‘007’) accusati della morte del dottorando triestino. La rabbia dei genitori del 28enne è immensa

Giulio Regeni (screenshot video YouTube)

Nella giornata di ieri si sarebbe dovuto svolgere il processo di Giulio Regeni. Ricordiamo tutti la sua storia: il 28enne fu prima rapito al Cairo nel gennaio del 2016 e nei primi giorni di febbraio il suo corpo fu ritrovato senza vita nei pressi della prigione della città egiziana. Da quel giorno non si sa nulla. Rabbia che aumenta nei genitori del ragazzo che sono rimasti increduli dopo la decisione della terza corte d’assise di Roma (dopo una lunga camera di consiglio) che ha annullato il decreto (che disponeva il giudizio e trasmesso tutti gli atti al gup).

La giustificazione? Quel decreto era stato presentato agli “imputati non presenti all’udienza preliminare grazie ad una copia dell’atto ai difensori di ufficio nominati, sul presupposto che si fossero sottratti volontariamente alla conoscenza di atti del procedimento“. Tutto da rifare in poche parole visto che si dovrà ripartire dall’udienza preliminare e con la ricerca dei quattro imputati.

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Giulio Regeni, l’amarezza della famiglia

Una decisione che ha lasciato sconvolti e con l’amaro in bocca la sua famiglia che erano fiduciosi e pronti a vedere questa famosa luce in fondo al tunnel. Purtroppo per loro non sarà così. A voler rilasciare qualche dichiarazione in merito a questa vicenda ci ha pensato direttamente l’avvocato Alessandra Ballerini: “E’ stata premiata la prepotenza egiziana. Non abbiamo intenzione di arrenderci. Chi ha ucciso Giulio non deve restare impunito. Chiediamo, ancora una volta, che vengano resi noti i nomi delle quattro persone che lo hanno ucciso“.

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Senza parole e amareggiati il padre Claudio, la moglie Paola Deffendi e la sorella Irene che non hanno voluto rilasciare alcune dichiarazioni in merito a questa decisione.

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