Matteo Salvini torna a parlare sui temi Green pass e proteste: “Razzismo”. E intanto i manifestanti scalderanno oggi molte piazze d’Italia.

Salvini proteste
Salvini è tornato ad affrontare il tema Green pass e proteste (Youtube)

La protesta di Torino contro il Green pass ha fatto da vero e proprio detonatore di un boom di manifestazioni che oggi si terranno in diverse piazze d’Italia. Da Ragusa ad Aosta, passando per Pordenone e Lecce. In 80 città i manifestanti ribadiranno un secco no al nuovo decreto legge, che introduce l’obbligo di Green pass e ridisegna le zone di pericolo dal 6 agosto.

A Torino erano circa 5 mila, e il tam tam mediatico parla di iniziative pronte a partire, nonostante dall’altra parte ci sia una crescita nelle richieste di vaccinazione. Sul tema è tornato a parlare Matteo Salvini. Il leader della Lega ha mostrato tutto il suo sostegno per chi alza la voce contro le misure di Draghi, che rischiano di creare tensioni.

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Salvini torna sul tema del Green pass e delle proteste: “É una forma di razzismo”

Green pass Salvini
Green pass e proteste, Salvini è intervenuto sulle manifestazioni di oggi

Il botta e risposta fra Salvini e Draghi, in merito alle vaccinazioni, è stato solo il primo passo in una battaglia mediatica che prosegue. Da un lato il premier, con le misure per il contenimento dei contagi che prevedono regole più stringenti e impongono la certificazione verde per diverse attività. Dall’altro il leader della Lega, che ha ribadito la necessità di avere prudenza per il mondo del lavoro e per le fasce più giovani. 

In un incontro a Rimini, è arrivata un altra stoccata. Convinta, diretta, nel giorno delle proteste. Intervenuto in merito alle tante persone che scenderanno in piazza, Salvini ha tuonato contro le misure adoperate. “Fanno bene – ha dichiarato – e qualunque protesta facciano hanno il nostro sostegno, perché è razzismo nei confronti delle discoteche e dei giovani”. Parole che potrebbero alimentare un nuovo scontro nei banchi del governo, mentre tanti esercenti avranno meno di due settimane per adeguarsi alle nuove normative.