Chef Locatelli, italianissimo ormai fra i migliori chef del Regno Unito, si unisce alla protesta: al centro del dibattito le aragoste. 

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Chef Locatelli si è schierato sui metodi di cottura delle aragoste (Youtube)

Le aragoste diventano il tema più dibattuto fra gli chef di tutto il mondo. Cibo pregiato, richiestissimo, che insieme ad altri preziosi gioielli custoditi dal mare, arriva sulle tavole nei migliori ristoranti del mondo. Le autorità e e gli chef però, hanno lanciato una vera e propria campagna in Gran Bretagna che riguarda la preparazione dell’aragosta. Riguarda i metodi di cottura. Alla protesta, che potrebbe dar vita ad un clamoroso divieto, si è unito chef Locatelli.

É fra i maestri della cucina italiana, esportata in Inghilterra, ed è un volto noto di MasterChef. Apprezzatissimo per i suoi metodi e per come tratta gli alimenti, lo chef si è unito alla battaglia, con una battuta. “Se non lo faccio mia moglie chiede il divorzio”. Ma cosa sta accadendo?

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Locatelli si unisce agli chef: “Basta bollire le aragoste vive”

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La cottura dell’aragosta (Youtube)

Il metodo di cottura non piace proprio a nessuno. Almeno fra i grandi chef. A tal punto che i cooking show oscurano le immagini. Bollire le aragoste vive è un metodo di cotture che permette agli chef di mantenere intatte e fresche le pregiate qualità del crostaceo. Un metodo però molto discusso, che provoca dolore a tutti quei prelibati frutti del mare che arrivano in tavola. In Inghilterra, tale metodo potrebbe essere a breve abolito, e in alcune nazioni, come la Svizzera, è già da tempo vietato.

Esiste infatti un macchinario, chiamato Crustastun, che permette a cuochi di cucinare le aragoste senza provocare sofferenze. Giorgio Locatelli, che da tempo si è unito a chi evita la bollitura, lo adopera da quasi 10 anni, e si è unito alla lotta degli chef in Gran Bretagna. “Mia moglie ha visto questa pratica alcuni anni fa – ha sottolineato – e dopo aver assistito al metodo di cottura in pentola mi ha chiesto il divorzio”. Una battuta, che rende però l’idea di quanto anche granchi, polpi e calamari possano soffrire prima di arrivare in tavola. In Inghilterra il divieto è pronto, e potrebbe porre fine al dibattito che tiene banco fra i fornelli dei migliori ristoranti.