Shock Iran, arrestato noto calciatore: “Giocatori sotto pressione…”

In occasione di una Live su Twitch su TvPlay si è parlato dell’arresto di Vorya Ghafouri: una notizia shock che in poco tempo ha fatto il giro del mondo. Nel corso della trasmissione è intervenuto l’esperto di calcio iraniano Saman Javadi con Calciomercato.it.

“Insulto e indebolimento della squadra nazionale di calcio iraniana e propaganda contro la Repubblica islamica”, questa è l’accusa nei confronti di Voria Ghafouri, arrestato dopo l’allenamento con la sua squadra Foolad Khuzestan su decisione dell’Autorità giudiziaria, come rivelato da Iran International.

Gafouri
Gafouri (ANSA)

Nelle ultime ore è stato annunciato l’arresto da parte delle autorità iraniane di Vorya Ghafouri, ex nazionale iraniano. Di seguito le parole di Andrea Stramaccioni ad ANSA: “Sono scioccato: ho parlato con amici a Teheran, Ghafouri e’ stato arrestato davanti al figlio maggiore, di 10 anni. E la moglie e’ preoccupatissima, come tutti noi. E’ stato il capitano dell’Esteghlal di Teheran quando lo allenavo”. Tra l’altra l’ex allenatore dell’Inter domani sarà in cabina di commento proprio durante Iran-Galles.

Arresto Ghafouri: le dichiarazioni di Javadi a TvPlay

“E’ un giocatore che ha partecipato a diverse competizioni anche a livello internazionale ed è conosciuto dal ct della nazionale italiana e dai giocatori. Questa notizia state sicuri è già arrivata in ritiro il Qatar, e influirà sulla gara che dovranno giocare contro il Galles. Solo qualche ora dopo l’arresto l’amministratore delegato del suo club ha rilasciato le dimissioni, che è un segnale importante. Se rischiano di avere osato troppo arrestando così tanti calciatori? La cosa è sfuggita di mano. Non puoi fermare tutti…”

“Ripercussioni per i giocatori presenti al Mondiale? Apparentemente no. Perché non hanno preso una posizione direttamente contro il governo. Non hanno fatto un invito alla ribellione. Ghafouri invece ha preso una posizione netta contro il Governo sulla ribellione. Non era la prima volta. Non è stato più convocato in nazionale dal 2019 perché aveva criticato l’ex ministro degli esteri. Aveva detto ‘I problemi non sono nemici esterni ma interni’. E’ bastato questo per fare pressioni”.

“Iran? I giocatori sono tutti sotto pressione. Non aver cantato l’inno non è motivo per essere arrestati. Loro sono stati sotto pressione non solo per l’interno, ma anche dall’estero per non partecipare al mondiale. L’accesso a Internet li è molto limitato. I gruppi armati di dissidenti presenti all’estero hanno pesantemente minacciato i giocatori qualora avessero giocato il mondiale”, si legge su TVPlay.

Gestione cookie