Roma, una 23enne di origine rom ha dato alla luce il suo bambino direttamente nel carcere di Rebibbia. No. non era presente nessun medico e ad aiutarla ci ha pensato la sua compagna di cella: non sono mancate le polemiche

Rebibbia Carcere (screenshoto video YouTube)

Davvero un tristissimo racconto. Amra, ragazza di origine rom e di soli 23 anni, ha trascorso quello che doveva essere uno dei giorni più belli della sua vita in una vera e propria disavventura. Ha dato alla luce suo figlio: tutto normale, se non fosse per il fatto che ha partorito nella sua cella senza che ci fosse alcun medico. Ad aiutarla ci ha pensato la sua compagna (anche lei che aspetta un bambino, ma che è al quinto mese di gravidanza). Ci troviamo nel carcere femminile di Rebibbia. Il tutto è accaduto lo scorso 1 settembre: tanto è vero che il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ha deciso di mandare gli ispettori nel carcere per cercare di avere quante più informazioni possibile su quello che è successo quel giorno.

Il Dap, che in un primo momento aveva dichiarato tutt’altro, ha mostrato il suo dispiacere per quello che è accaduto. Fortunatamente la ragazza e la bambina (quarta figlia) stanno bene e ha raccontato la sua disavventura al quotidiano ‘La Repubblica‘. Non solo: pochi giorni prima del parto la ragazza era stata ricoverata nell’ospedale del carcere per una minaccia d’aborto. Ha raccontato che solo dopo aver partorito è arrivato il medico.

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Rebibbia, 23enne partorisce in carcere: furia Di Giacomo

Una furia il segretario del sindacato della polizia penitenziaria Spp, Aldo Di Giacomo. Quest’ultimo ha definito la vicenda: “Una vergogna. L’invio degli ispettori è stato troppo tardivo”. 

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Stesso pensiero anche da parte di Mauro Palma, garante nazionale dei detenuti e delle persone private della libertà personale, che esprime tutto il suo dispiacere per quello che è accaduto ad Amra.

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