Dopo settimane, mesi di dibattiti fuori dalle sedi istituzionali, è giunto il momento dell’approdo della discussione del Ddl Zan nelle aule del Parlamento.

E la battaglia – che si preannuncia forte – è iniziata al Senato.

Il primo atto è andato a favore di chi sostiene il decreto contro l’omotransfobia: l’aula ha infatti respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Fratelli d’Italia e dalla Lega (bocciate con 136 no, 124 sì e quattro astenuti).

Forza Italia ha invece presentato anche una questione di sospensiva, che però potrebbe essere votata mercoledì mattina.

Ddl Zan, respinte le pregiudiziali di costituzionalità: le reazioni

Non si sono fatte attendere le reazioni.

Su Twitter la presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi ha così commentato:

Giornata positiva. Il voto sulle pregiudiziali dimostra che anche al Senato c’è una maggioranza che può tranquillamente approvare il #ddlZan. Avanti per estendere tutele e diritti delle persone”.

Reazioni di segno opposto nel centrodestra.

La Lega – contraria al provvedimento (ma con Salvini che ha fatto un appello all’aula per un testo condiviso) – ritiene che il fronte a favore del Ddl Zan rischia di non avere i numeri. E il senatore forzista Francesco Giro ha sottolineato a sua volta come i numeri siano risicati: “Il voto striminzito sulle pregiudiziali, con una dozzina di voti di scarto, avendo stasera Renzi ancora dallo loro parte, vuol dire che il Pd di Letta ha già perso. Hanno preso una clamorosa batosta. Domani vanno sotto. Quindi farebbero bene ad accogliere l’appello al dialogo lanciato da Matteo Salvini e trovare un’intesa in poche ore”.

Vedremo quali saranno i prossimi step di quella che, siamo certi, sarà una vera e propria battaglia.