Pensioni, sindacati contro il premier Draghi: clima teso

Pensioni, i sindacati non ci stanno e attaccano il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Una vera e propria risposta per quanto riguarda la riforma ancora non è arrivata: clima tesissimo

Riforma pensioni sindacati
Sindacati contro il premier Mario Draghi (screenshot video YouTube)

Pensioni e manovra per il 2022, ancora nulla di fatto. E’ tensione, però, tra i sindacati (in particolar modo i leader di Cgil, Cisl e Uil) ed il premier Mario Draghi. Dopo l’incontro la fumata è ancora del tutto nera. “Assolutamente no” per quanto riguarda un ritorno possibile alla legge Fornero. Pierpaolo Bombardieri, della Uil, ha commentato così subito dopo il vertice: “L’incontro non è andato bene. Credo che 3 miliardi siano insufficienti. Sulla riforma fiscale ce ne vogliono almeno 8, ma una scelta su dove collocare le risorse non c’è”. Non si è parlato né di 102 né di 104, ma solamente di stanziare 600 milioni per la proroga di Opzione Donna e l’Ape sociale.

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Questo, invece, il pensiero di Maurizio Landini: “Se avranno voglia di confrontarsi con noi, siamo disponibili sempre. Se tutto questo non dovesse accadere ed una volta che il Governo cosa attuerà, decideremo le iniziative di mobilitazione più adatte nel rapporto con Cisl e Uil. Il confronto con il Governo è stato molto importante. L’obiettivo primario è quello di rafforzare la crescita del Paese. Per farlo serve creare nuovi postivi di lavoro e non è accettabile il fatto che quello che è stato creato in questi mesi sia precario”. Il piano di Landini è quello di modificare nuove forme di lavoro, facendo di tutto per poter costruire sulla formazione e sulla stabilità. Per le pensioni sono stati garantiti 600 milioni, ma sono insufficienti.

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