Luc Montagnier a ‘Fuori dal coro’ critica duramente i vaccini: “Non si possono sacrificare delle persone in nome della maggioranza”. Non è la prima volta che il Premio Nobel si scaglia contro le decisioni dei governi.

Luc Montagnier
Luc Montagnier (screenshot video YouTube)

Luc Montagnier in esclusiva a Fuori dal coro si è scagliato duramente contro i vaccini. Non è la prima volta che il premio Nobel per la medicina critica le decisioni prese per contrastare la pandemia e le sue parole rilasciate alla trasmissione in onda su Rete 4 ne sono la conferma: “Ci si trova davanti a situazioni sconosciute e in questo caso si adotta un principio di precauzione. La medicina è fatta per curare, non per uccidere. Non si possono sacrificare delle persone in nome della maggioranza. Attualmente non si dice come stanno le cose. Si vogliono nascondere gli effetti secondari. E’ un grave errore perché si perde la fiducia della gente“.

Per il premio Nobel “esistono terapie efficaci a poco costo. Abbiamo i mezzi per lottare contro la pandemia e anche le case farmaceutiche dovrebbero impegnarsi a trovare queste cure come sono state trovare per l’Aids, ma invece si impegnano solamente per i vaccini. Lo sanno tutti che i vaccini non ci proteggono della trasmissione del virus. Il 40% delle persone può infettarsi di nuovo. Innanzitutto perché il virus cambia, muta, crea nuove varianti che resistono ai vaccini“.

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Montagnier contro i vaccini

Le parole di Luc Montagnier sono destinati ad animare un dibattito all’interno del mondo scientifico. Già in passato il premio Nobel aveva duramente criticato la campagna di vaccinazione, dichiarazioni accolte con molto scetticismo dall’intera comunità scientifica.

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Questa volta il virologo si è scagliato anche contro le case farmaceutiche. L’ex presidente  della Fondazione mondiale contro l’Aids ha chiesto alle aziende di non concentrarsi solamente sui vaccini, ma studiare anche altre cure che costano poco e sono sicuramente molto efficaci. Parole destinate sicuramente a fare rumore e il dibattito nella comunità scientifica potrebbe accendersi già nelle prossime ore.

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