I sindacati confermano lo sciopero Alitalia dopo il confronto con Ita: “Trattativa difficile, vogliono mano libera sui contratti”. 

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Alitalia, c’è già la data dello sciopero (Youtube)

Partenza in salita per Ita, che incassa già lo sciopera Alitalia e una serie di pesanti interventi dei sindacati. Nel mirino alcune richieste considerate inaccettabili e fuori da ogni logica per i dipendenti e per chi sta curando i contratti di lavoro. In sostanza, almeno secondo le pubbliche dichiarazioni dei sindacati, Ita vorrebbe “mano libera” sui contatti, e gli accordi economici e lavoratori creano un solco fra le parti. “É una trattativa in salita – ha dichiarato Cleofe Tolotta di Usb e le distanze sono molto importanti”. Rincara la dose Claudio Tarlazzi di Uilm: “Sia sotto il profilo industriale che contrattuale, ma anche sui diritti e sulla parte retributiva, c’è ampia distanza. Ita ha scelto di uscire da Assaereo, pertanto vuole le mani libere sull’aspetto dei contratti”. Poi l’affondo. “Per noi è inconcepibile non applicare il contratto di lavoro nazionale e c’è da lavorare per ridurre le distanze”. 

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Sarà sciopero quindi, previsto per il 24 settembre. Tarlazzi conferma i timori e spiega cosa sta accadendo tra le parti. “Deve intervenire il governo – ha affermato ad Adnkronos – perché il settore necessita di condizioni di allineamento ad una concorrenza distorta. Poi c’è il dato più importante che è quello del personale. Dobbiamo dare risposte e prospettive a più di 10.500 persone e a tutti i lavoratori che hanno perso impiego in questi mesi per la crisi del trasporto aereo”. Intanto cresce il timore per i numeri nelle assunzioni di Ita, pronta ad integrare circa 2.800 persone.

Fabrizio Cuscito della Filt richiama le istituzioni. “Hanno comunicato che usciranno da Assaereo, associazione che applica il contratto collettivo nazionale del lavoro. É un paradosso, perché avviene da una società controllata dallo stato e tutto ciò va contro il decreto di rilancio”. La situazione è intanto complessa e lo sciopero ormai certo, in attesa di nuovi incontri per evitare che il braccio di ferro possa costare altri posti di lavoro ad Alitalia, che negli ultimi anni è passata da 22000 lavoratori a meno della metà.