Un “grande passo avanti verso la vita normale”.

Lo ha definito così il primo ministro gallese Mark Drakeford.

E’ la scelta di revocare a partire dalle 6 di stamattina tutte le regole di distanziamento sociale, con annessa la riapertura dei locali notturni e dei luoghi di socializzazione al chiuso.

Drakeford ha quindi sottolineato come non debba essere considerato un “liberi tutti” e come potrebbero essere necessarie nuove restrizioni in autunno o in inverno, sebbene ci sia fiducia che si sia effettivamente ad un passo dallo sconfiggere il virus – anche agli atassi di vaccinati nel paese.

Come dichiarato ieri nella conferenza stampa in cui s’è parlato dell’allentamento delle misure (che durerà per le prossime sei settimane) l’82% degli adulti in Galles ha completato il ciclo vaccinale e il tasso di positivi al coronavirus è sceso a 130 casi ogni 100.000 persone.

Giunti a queste cifre, non sarà richiesto l’autoisolamento alle persone vaccinate entrate in contatto con qualcuno positivo al covid.

Queste le parole di Drakeford:

“I nostri alti tassi di vaccinazione, tra i più alti al mondo, hanno contribuito a indebolire il legame tra infezione da coronavirus, malattie gravi e ospedalizzazione. Avendo raggiunto questo importante traguardo, ora dobbiamo monitorare attentamente l’impatto della revoca di così tante restrizioni”.

Perché c’è sempre il rischio di recrudescenze della pandemia e, come sottolineato in conferenza, “il livello di allerta 0 non significa la fine del coronavirus e sicuramente non significa un liberi tutti qui in Galles. Abbiamo ancora persone clinicamente vulnerabili nelle nostre comunità e la maggior parte delle persone in Galles vuole continuare ad agire con attenzione per proteggere la propria salute e quella degli altri”.

Per questo motivo alcune misure rimarranno in vigore: le mascherine, per esempio, saranno ancora obbligatorie sui trasporti pubblici, nelle strutture sanitarie e di assistenza sociale e nei negozi.

Le singole strutture, inoltre, potranno stabilire di mantenere il distanziamento sociale, se necessario, per proteggere il personale e i clienti.