Poco più di un mese fa le autorità islandesi rimuovevano tutte le restrizioni nazionali legate alla pandemia.

I media celebravano l’Islanda come primo Paese ad aver sconfitto il Covid-19.

Purtroppo, poi, è giunta la variante Delta e la situazione è drasticamente cambiata.

Il numero dei casi in terra islandese è incrementato rapidamente (si guardi il grafico pubblicato di seguito, con la curva dei contagi superiore anche alle precedenti ondate) e le autorità locali hanno dovuto prendere conseguentemente una serie di nuove misure – nonostante la campagna vaccinale abbia raggiunto picchi del 100% in alcune fasce d’età (per esempio nelle persone con più di 50 anni).

Da qui, la misura legata a coloro i quali decidano di andare in Islanda (o agli stessi islandesi di ritorno nella propria terra):

chiunque arrivi in Islanda dovrà presentare un test PCR o antigenico con esito negativo fatto nelle 72 ore precedenti.

Ma la misura non varrà solo per chi non è vaccinato: anche i vaccinati (e anche chi può dimostrare di essere in precedenza guarito dal maledettissimo coronavirus) dovranno presentare il test in questione.

E chi dovesse arrivare arrivare senza test riceverebbe una multa decisamente salata: la multa per gli inadempienti è di 682 euro (una cifra molto importante anche se comparata alla stipendio medio dell’isola più a nord d’Europa che è di circa 3000 euro).

Covid in Islanda, le previsioni del capo epidemiologo

Bisogna inoltre sottolineare – parlando di Islanda e di covid – le previsioni del capo epidemiologo islandese Thorolfur Gudnason, di cui hanno scritto diversi media online (tra cui periodicoitaliano.it) nei giorni passati.

A suo avviso le restrizioni legate alla pandemia sono destinate a durare per anni, fino addirittura a 15 anni:

“Possono essere necessarie anche per i prossimi 15 anni, nessuno sa cosa riserva il futuro. Questo è quello che abbiamo sempre detto, che non c’è prevedibilità in questo”, ha dichiarato Gudnason al quotidiano locale Morgunbladid.