A Palermo 28 dipendenti comunali finiscono nei guai, indagati a vario titolo per truffa di un ente pubblico: ecco cosa è accaduto ai furbetti del cartellino.

furbetti del cartellino
Palermo, nei guai 28 furbetti del cartellino in Comune (foto Youtube)

Risultavano presenti sul posto di lavoro. Eppure andavano a fare la spesa, al bar, addirittura a fare jogging. É quanto accaduto a Palermo, dove il comune è stato “colpito” da una nuova inchiesta sui “furbetti del cartellino”. La Guardia di Finanza del comando provinciale ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari disposta dal Gip, fermando 28 persone nell’ambito dell’operazione “Timbro liberi tutti”. Le accuse per gli indagati sono di falsa attestazione e danno di un ente pubblico.

Il generale della Guardia di Finanza Antonio Nicola Quintavalle Cecere dipinge un fenomeno largamente diffuso. “L’attività investigativa ha svelato una sorta di assoluta anarchia amministrativa – ha sottolineato -, un modus operandi che era diventato cronico e quasi normale per alcuni soggetti. C’erano vere e proprie squadre di assenteisti, che reciprocamente provvedevano a timbrare a vicenda i cartellini“. Ecco tutte le misure adottate per i 28 furbetti.

Leggi anche: Alemanno assolto, Meloni: “Sempre convinti della sua estraneità”

Palermo, tutte le misure per i 28 furbetti del cartellino

palermo
Son0 28 le misure a Palermo per i furbetti dei cartellini (Youtube)

“Purtroppo registriamo ancora una volta una violazione dei principi di lealtà e buona condotta che i dipendenti sono tenuti ad osservare”. Sono le parole del generale della Guardia di Finanza dopo l’ordinanza di applicazione delle misure cautelari. Non solo per dipendenti del municipio di Palermo, ma anche nei confronti di alcuni lavoratori delle società partecipate. 

Nelle misure risultano 8 persone agli arresti domiciliari, mentre per 14 è scattato l’obbligo di dimora e per altri l’obbligo di presentarsi alla Polizia Giudiziaria. Nelle ricostruzioni della Guardia di Finanza, il “vizietto” comune era di timbrature multiple da parte di un singolo soggetto. Alcune delle persone indagate ricorrevano inoltre allo strumento straordinario della “rilevazione manuale”. Una sorta di dimenticanza del badge con l’attestazione della presenza con una nota scritta. I finanzieri hanno però ricostruito tutto, chiudendo l’ennesima operazione contro i furbetti del cartellino.