Morta a 78 anni dopo una lotta contro la malattia, Raffalla Carrà (al secolo Raffaella Maria Roberta Pelloni) lascia un grande vuoto in tutti gli italiani che ne hanno apprezzato nei decenni le qualità artistiche e umane.

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Qualità artistiche ed umane che la hanno resa un’icona già in vita, anche al di là dei confini nazionali (ricordiamo quanto fosse apprezzata nei paesi ispanofoni a partire proprio dalla Spagna).

Ma se l’amore del pubblico nei suoi confronti è sempre stato acclarato, quali sono stati invece gli amori di Raffaella Carrà?

Sono due le persone che associamo sentimentalmente (ma anche professionalmente) alla Carrà: Gianni Boncompagni e Sergio Japino (che è stato colui il quale ha annunciato al mondo la dipartita della conduttrice / ballerina / artista a tutto tondo).

Regista, autore televisivo e coreografo, Sergio Japino ha avuto con Raffaella Carrà un sodalizio artistico davvero importante, oltre al rapporto sentimentale durato fino alla fine degli anni ’90 (la collaborazione lavorativa è proseguita oltre la fine della relazione): Japino ha infatti curato coreografie e/o regie di programmi che hanno visto la Carrà mattatrice assoluta (da Fantastico 3 all’inizio dei ’90 ad A raccontare comincia tu, ultimo programma condotto dalla Carrà, nel 2019).

In precedenza, la relazione con il regista Gianni Boncompagni – iniziata nel 1968.

Così la Carrà raccontava il loro incontro:

“Un giorno mi chiese un’intervista alle 5 del mattino in piazza di Spagna con due poltrone, un tavolino ed un abat-jour. Pensai ‘questo è matto’ ma mi incuriosii e andai. Dopo un anno circa ci mettemmo insieme”.

Tra loro nove anni di differenza (come con Japino, ma al contrario): “Avevo bisogno di un uomo più grande che mi desse sicurezza, di una figura maschile capace di sostituire, nel mio immaginario, quella di mio padre, un vero playboy”.

Dopo 11 anni di relazione, la separazione, ma la Carrà ha sempre avuto un rapporto sempre fortissimo con le figlie di lui, Claudia, Paola e Barbara.

Tant’è che quest’ultima ha dichiarato i n un’intervista: “Per noi è stata un po’ una mamma, quella che ci era mancata. Io le stavo sempre alle costole. Seguivo le prove dei suoi spettacoli. Assistevo ammirata al suo trucco e parrucco, la tallonavo quando andava in tournée…casa nostra era un laboratorio di idee”.

Quello della maternità è sempre stato un tema su cui si è soffermata in recenti interviste:

“Se (i figli, ndr) non sono venuti cosa devo fare? Non mi sono mai accanita e ho accettato quello che madre natura ha scelto per me. La dimensione genitoriale, in fondo, si può vivere in tanti modi. Io, per esempio, non ho mai smesso di adottare bimbi a distanza. Ogni anno mi arrivano le loro foto e vederli crescere mi rende felice. E poi ho due nipoti dei quali mi occupo e ai quali faccio da ‘babbo’ visto che mio fratello non c’è più”.

Una madre adottiva per tanti, a tutti gli effetti.

E quello delle adozioni a distanza fu un tema trattato in due esperienze televisive iberiche (uno speciale del 2004 chiamato Contigo e un programma del 2006, Amore).

Parlando di Amore, sono state tante le love story attribuitegli e poi smentite, come quella con una icona mondiale come Frank Sinatra – con il quale condivise il set del film Il colonnello Von Ryan (film del 1965).

E ci sono anche altre relazioni importanti, come quella con il calciatore della Juventus Gino Stacchini (classe ’38, suo fidanzato di gioventù per otto anni) e con il cantante Little Tony.

Ma, a prescindere dalle sue relazioni, possiamo dire che la Carrà rimarrà come un’icona d’amore, in tutte le sue sfaccettature.