E’ una vicenda da film dell’orrore quella che viene dalla east coast statunitense.

In Florida – come riportato dal Daily Star Online – un senzatetto ha subito una terribile aggressione da parte di un uomo che lo ha letteralmente cannibalizzato:

il clochard – di nome Ronaldo Poppo – è stato aggredito da un 31enne che gli ha letteralmente mangiato la faccia.

La polizia della Florida ha dovuto sparare al cannibale per poter salvare la vita di Ronald, che si ritrova comunque da allora senza l’occhio sinistro, senza il naso e con gran parte della pelle staccata.

Secondo quanto riportato – anche dai diversi testimoni oculari della scena da film horror – il cannibale era completamente nudo al momento dell’aggressione e ha attaccato senza ragioni apparenti Ronald (non si esclude, date le dinamiche, potesse essere sotto effetti).

L’uomo autore di questo efferato attacco – poi ucciso dalla polizia – si chiamava Rudy Eugene.

La vicenda è avvenuta nel 2012 ma la eco della stessa giunge fino ad oggi, con il Daily Star Online che ha ripercorso l’accaduto proprio in questi giorni.

Rimasto completamente cieco a causa dell’aggressione, il clochard aveva trascorso dapprima quasi un mese in ospedale per poi essere trasferito in una struttura di assistenza a lungo termine.

Nonostante l’accaduto, Ronald Poppo – che da clochard avrà sicuramente vissuto momenti complicati nella propria vita -sembra non aver perso il buonumore.

Durante la sua guarigione, il senzatetto si è mostrato in versione one man show, suonando la chitarra – come mostrato anche da diversi video online (tra cui uno pubblicato dalla struttura che l’ha preso in carico).

E Adolfa Sigue, infermiera manager presso il Jackson Memorial Perdue Medical Center – dove ora vive, ha raccontato come Ronald abbia perdonato il suo aggressore: “Mi dice sempre di essere sicuro che quell’uomo ha avuto una brutta giornata“.

Un vero e proprio esempio sotto più punti di vista, oltre che per la propria resilienza: sono stati proprio i medici del Jackson Memorial Hospital e della Miller School of Medicine dell’Università di Miami ad elogiarlo per la capacità di superare questo attacco drammatico in maniera brillante, nonostante adesso si trovi senza un occhio e senza il naso.