Taranto, Alessio Serra, un ragazzo di soli 21 anni, ha perso la vita ucciso da alcuni colpi di pistola. La sua “colpa” è stata quella di aver provato a difendere il fratellastro. Ad ucciderlo Antonio Belve, trentatreenne, che lo ha sparato a un polmone

Polizia (screenshot video YouTube)

Morire a 21 anni per aver tentato di difendere il fratello. Alessio Serra è stato ucciso da Antonio Belve, di 33 anni, con alcuni colpi di pistola che hanno raggiunto il polmone. E’ successo la scorsa notte a Taranto. Questo è quello che arriva dalle prime indagini dalla città pugliese. Serra ha provato a separare suo fratello e l’assassino. Quest’ultimo è stato arrestato, in mattinata, dalle forze dell’ordine nel rione Tamburi.

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Bleve si era recato a via Capocelatro per risolvere la situazione con il fratello di Serra, colpevole di aver avuto una relazione con la sua ex compagna, dove ha avuto anche quattro figli. Il fratello, vedendo che l’uomo era armato, si è nascosto dietro ad un auto in sosta a differenza di Alessio che ha cercato di bloccare e di disarmare l’uomo, non riuscendoci. Sono stati sparati tra i 4 ed i 5 colpi di pistola: il fratellastro è riuscito a schivarli, ma Alessio è stato colpito in pieno ad un polmone ed ha perso la vita poco dopo l’arrivo in ospedale. Inutili i tentativi dei sanitari per provare a rianimarlo.

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Taranto, ucciso 21enne: fermato l’assassino

Il 33enne è stato fermato nella sua casa a Tamburi. I poliziotti sono riuscito a recuperare anche l’arma del delitto (pistola Beretta calibro 9 short), in una delle campagne che si trovano nel quartiere ‘Paolo Sesto’.

E’ accusato di omicidio volontario, tentato omicidio e possesso di porto abusivo di pistola clandestina. Nel frattempo gli amici di Alessio lo hanno voluto ricordare con tantissimi messaggi su Facebook.