Sono immagini drammatiche, quelle proposte in esclusiva da Mow.

Sono le immagini del tentato suicidio di Fabrizio Corona, con tanto di video a testimonianza.

A distanza di qualche giorno dalla notizia (anche in quel caso, con video) della rissa verbale con dei poliziotti che erano entrati dentro la sua abitazione mentre si trovava con degli amici, il magazine succitato pubblica un video esclusivo in cui è possibile vedere l’ex re dei paparazzi tentare di buttarsi dalla finestra.

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Le immagini si riferiscono al marzo scorso e sono state registrate dall’esterno del reparto di psichiatria dell’ospedale Niguarda di Milano, dove era stato trasportato dopo essere stato arrestato nella sua abitazione.

In precedenza – sempre tre mesi fa – Corona era stato protagonista di un altro atto disperato, ferendosi volontariamente nel momento in cui gli era stata comunicata la revoca degli arresti domiciliari decisa dal Tribunale di Sorveglianza.

In quell’occasione, in diretta su Instagram col volto macchiato del proprio sangue, Corona si rivolse al giudice Marina Corti e al procuratore Antonio Lamanna: “Questo è solo l’inizio, quanto è vero Dio sacrificherò la mia vita per togliervi da quelle sedie. Vergogna. Chiedo che venga il presidente del Tribunale di Sorveglianza e guardi gli atti, altrimenti davvero mi tolgo la vita”.

Una minaccia cui ha fatto seguito il tentativo di suicidio mostrato da Mow.

Si può vedere, seppure a distanza, Corona fumare una sigaretta, prima di gettarla e provare a lanciarsi a sua volta.

La tapparella e il vetro di protezione – oltre che il pronto intervento di un operatore – riescono a frenarlo.

Per l’accaduto Fabrizio Corona è stato denunciato per tentata evasione.

E’ evidente comunque come l’ex paparazzo – oggi 47enne – viva una condizione davvero difficile e lo testimonia anche un estratto del suo prossimo libro, letto a Non è l’Arena da Massimo Giletti e proposto anche da Mow:

“Chiedo di poter fumare in bagno. Mi danno un accendino e mi siedo sul cesso per fumare con i pantaloncini tirati su. Vedo sul mio braccio destro la ferita del giorno prima, due punti fatti con colpi di penna. La guardo fumo e la riguardo. Provo autocompiacimento, ed è lì che mi scatta qualcosa. Prendo i legnetti e comincio a scavare nella ferita, ma sono circondato da urla di pazzi. Mi avvicino quindi con la bocca alla ferita e più spingo più con i denti riesco ad afferrare i punti. Li tiro ed è lì che si rompono. Schizza il sangue dovunque faccia, bocca, braccia, petto. Sento uno strano sapore, ma mi piace. È amaro, ma è talmente forte il desiderio di continuare che lo avverto insapore. Vado avanti, sono convinto che dentro la ferita ci siano i pezzi di vetro dell’ambulanza rimasti incastrati. Nella mia mente si susseguono le immagini del giorno dell’arresto, e questo ne è il perfetto sequel. Il protagonista è sempre lo stesso: il sangue. Come un cannibale mordo tutto: pelle, fili di punti, tatuaggi, pezzettini di vetro. Sono incontenibile. Nessuno può fermare la mia follia, ma di colpo si apre la porta e cinque infermieri vedono un uomo di 47 anni, tale Corona, seduto in bagno, tutto sporco di sangue che si mangia il suo braccio. Nell’incredulità c’è chi urla, c’è chi piange, c’è chi mi abbraccia. Ma io, impassibile, guardo il vuoto. È lì che per un attimo mi rendo conto che sono uno psicopatico in un ospedale psichiatrico”.

Fabrizio Corona attaccato anche dalla ex

Ad aggiungersi in questo quadro complesso, anche le parole della ex Nina Moric che – attraverso alcune stories su Instagram – s’è scagliata contro l’ex marito (e padre del figlio Carlos):

“Fabrizio caro, ho sperato fino all’ultimo che, almeno di fronte a una disgrazia, potessi essere un uomo, un padre, una persona morale. Invece non ti smentisci mai, pensi soltanto ai soldi. Hai fatto scattare foto di nascosto per poi venderle, fingendo ancora una volta un riavvicinamento mai sentito da parte tua. E non dirmi che vuoi bene a Carlos. Sì, ho scritto Carlos perché chiamarlo tuo figlio sarebbe una blasfemia”.

Lo sfogo è quindi proseguito, con l’ex modella che ha usato parole durissime:

“Mi hai tolto tutto. Mio figlio, perché ti serviva come free pass per uscire dal carcere, la salute, perché entrambi paghiamo quotidianamente la conseguenza delle tue azioni. Mi hai rubato denaro, per non tacere che non ci hai mai sostenuto materialmente oltre che moralmente. Ma evidentemente non ti è bastato, vuoi sempre di più. Ti voglio ricordare – perché io non posso dimenticarlo – che mi hai chiesto e ti ho dato molti soldi per lasciarmi l’affido esclusivo di Carlos, che per te ha sempre avuto un prezzo, come tutto ciò che ti circonda. E non negare l’evidenza perché all’epoca abbiamo firmato la scrittura privata con gli avvocati, documento che io ancora conservo ma che non mostrerò a nostro figlio”.