E’ un giorno qualunque di Luglio, di cinque anni fa. Me ne sto accartocciato sul lettino di uno stabilimento di San Felice Circeo. Fra me e il sole il feeling è ai livelli altissimi. “Dottò, Dottò…” mi sento scuotere e riportare sulla terra. “Il Professore vorrebbe conoscerla”: in quel momento ho pensato tutto il male del Mondo ma, fortemente spinto da mia moglie , ho dato appuntamento nel pomeriggio per un prosecchino in riva al mare. Il Prof. era proprio lui Enrico Michetti.

La sera torno a casa e mi moglie mi chiede subito notizie. “Amore non so spiegarti tutto perché mi ha parlato per quasi un’ora. Non ho capito un c…, ma posso assicurarti che ho conosciuto un genio”. Nei giorni successivi ci siamo parlati che neanche due innamorati ai primi approcci. Ed allora quelle cose che non avevo capito e che mi avevano affascinato sono apparse come acqua chiara che sgorga nei ruscelli di campagna.

I Comuni, le amministrazioni comunali, i dipendenti pubblici, i modi per risolvere i problemi che sembrano impossibili. La materia amministrativa, fino fino a quel momento per me ignota e comunque noiosa, mi è entrata dentro come se si parlasse di Savignon o di Cabernet.

Allora siamo andati da Ilario. Anche lui ci ha messo un po a capirlo, ma poi ha sentenziato: “Questo deve fare la Radio, è troppo forte, ha una marcia in più”. Io e Ilario, forse due scemi, ma abbiamo creduto in lui in un battito di ciglia. In seguito ho conosciuto l’Enrico Michetti uomo.

Direttamente proporzionale al professionista, al al grande avvocato amministrativista. Capacità umane, amicizia, valori, rispetto nei confronti di tutti. La cerimonia di investitura di qualche giorno fa con la Meloni, Salvini e Tajani: a molti nostri amici è sembrato un fantastico epilogo di quella storica di cinque anni fa.

Io, Ilario gli amici sinceri l’hanno vista come il punto di partenza.

Furio