La situazione in terra israeliana è davvero drammatica, ormai da diversi giorni.

In un’area del mondo dove il conflitto non è mai sopito, negli ultimi giorni – corrispondenti con la fine del Ramadan – gli scontri tra Israele e Hamas si sono intensificati con il fronte palestinese che è arrivato a contare 28 vittime, tra cui 9 bambini.

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Ma le vittime non sono solo palestinesi: è di ieri sera la notizia della morte di un bambino di sei anni, ucciso a Sderot, in Israele, colpito da uno dei razzi lanciati dalla Striscia di Gaza (Sderot dista circa un chilometro dalla Striscia di Gaza).

Grande l’allarme in tutto il Paese, con le canoniche sirene di allarme sono risuonate nella zona abitata attorno a Tel Aviv, nota come Gush Dan.

In precedenza i caccia israeliani avevano distrutto un edificio di 14 piani a Gaza City.

Uno scenario da vera e propria guerra che vede coinvolte due realtà che non riescono a porre fine ad un conflitto ultra decennale che spesso si acuisce e torna ad essere al centro del dibattito pubblico mondiale.

Ricordiamo come nel 2017 Papa Francesco – nel Messaggio di Natale letto dalla Loggia della Basilica di San Pietro prima della benedizione Urbi et Orbi – dichiarò: “Vediamo Gesù nei bambini del Medio Oriente, che continuano a soffrire per l’acuirsi delle tensioni tra Israeliani e Palestinesi”.

Per poi aggiungere di pregare “perché tra le parti prevalga la volontà di riprendere il dialogo e si possa finalmente giungere a una soluzione negoziata che consenta la pacifica coesistenza di due Stati all’interno di confini concordati tra loro e internazionalmente riconosciuti”.

Er Faina in tal senso condivide il pensiero del Pontefice, che è lo stesso di tutte le persone di buon senso che vorrebbero la fine di un insensato conflitto: “I bambini non dovrebbero pagare le colpe degli adulti”.