Nessun accordo tra Ita e i sindacati. La partenza prevista per il 15 ottobre si mette in salita e non si esclude un intervento del Governo. 

Protesta sindacati
Protesta sindacati (screenshot video YouTube)

Nessun accordo tra Ita e i sindacati. La deadline era stata fissata alle 17 di mercoledì 8 settembre, ma purtroppo non si è arrivati alla fumata bianca. A confermare l’interruzione del dialogo è stata la stessa compagnia con un comunicato. Difficile ora ritornare a dialogare prima del 15 ottobre e la partenza non è sicuramente in discesa.

I sindacati hanno chiesto un intervento del Governo per provare ad un compromesso. Il Mise valuta la possibilità di entrare in campo per facilitare l’accordo, ma le distanze sono importanti e in questo momento non sembrano esserci possibilità di una fumata bianca entro il 15 ottobre, giorno della partenza ufficiale da parte della compagnia.

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Ita prepara la partenza

Il conto alla rovescia, nonostante il mancato accordo con i sindacati, è ufficialmente partito. Ita dovrebbe iniziare a volare il prossimo 15 ottobre e il Governo spera di poter utilizzare il turismo autunnale per poter consentire all’azienda di iniziare nel migliore dei modi questa avventura, che resta ricca di dubbi e incertezze.

La variante Delta e il rischio di ulteriori misure restrittive potrebbero rallentare la partenza di Ita, ma al momento non sembrano esserci nelle intenzioni del Governo di mettere in campo misure più dure per contrastare il coronavirus. Questo dovrebbe consentire alla stessa compagnia di sfruttare il turismo autunnale per rilanciarsi e cominciare a guardare con maggiore fiducia il futuro.

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Si tratta sicuramente di una scommessa importante anche per lo stesso Palazzo Chigi. Il premier Draghi, in collaborazione con i ministri Giorgetti, Franco e Orlando, nelle scorse settimane è andato in pressing per trovare un accordo ed evitare ulteriori rinvii. Il primo volo, infatti, era previsto in estate, ma i tentennamenti di Bruxelles hanno rinviato il tutto. Ora è tutto pronto per la partenza, ma serve evitare strappi con i sindacati.

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