Il presidente dell’associazione degli albergatori di Cuneo ha smentito qualsiasi sfruttamento di cuochi e camerieri. Anche se i dubbi restano.

Camerieri
Camerieri (screenshot video YouTube)

Il presidente dell’associazione degli albergatori di Cuneo con una lettera pubblicata su ‘La Stampa’ ha smentito l’ipotesi avanzata dallo stesso quotidiano che parlava di cuochi o camerieri sfruttati. Nella lunga lettera di risposta l’imprenditore da un lato ha sicuramente dato ragione alle parole del preside dell’Alberghiero della provincia piemontese, ma dall’altro ha difeso le scelte fatte dai suoi colleghi smentendo qualsiasi sfruttamento e, soprattutto, attaccando tutti i giovani che non vogliono lavorare di sabato e domenica. Sicuramente le parole non sono dolci (clicca qui per leggere la lettera completa del manager), ma restano sicuramente degli scogli da superare per poter rendere il mondo del lavoro più equo.

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La situazione degli Alberghieri in Italia

La situazione degli Alberghieri in Italia non è sicuramente delle più semplici. L’assenza di fondi è sicuramente un primo punto che rende molto complicata la sopravvivenza di questi istituti, che sono molto utili nella formazione e nella crescita di un futuro cameriere o cuoco. Serve, inoltre, provare a mettere a disposizione dei docenti ma anche degli stessi presidi dei corsi di aggiornamento obbligatori per provare a tenere il passo di un mondo e di una richiesta che cambia quotidianamente.

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Da precisare che, come evidenziato in più di un’occasione anche dagli stessi titolari delle strutture, la domanda dei lavoratori stagionali negli ultimi mesi è diminuita. La presenza del reddito del cittadinanza alla fine è stato un disincentivo per molti giovani ad andare a lavorare per qualche mese e per questo motivo c’è bisogno di una modifica urgente di questa norma per portare molti giovani a riprendere un percorso di formazione per poter poi andare a lavorare anche per sei mesi in alberghi o ristoranti. L’altra questione da risolvere resta lo sfruttamento in alcuni ristoranti. Insomma tutti punti che chiedono una soluzione per rilanciare un settore che vale molto per l’Italia.

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