Virginia Raggi festeggia il compleanno in un hotel a 5 stelle che ha da poco beneficiato di una variazione sul piano urbanistico. Ma chi la ha offerta?

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Virginia Raggi, è polemica dopo la festa di compleanno (screenshot video YouTube)

Compleanno e conflitto d’interessi? Il bel regalo incassato dalla sindaca Virginia Raggi rischia di trasformarsi un problema di quelli seri. Soprattutto in una campagna elettorale in cui la prima cittadina di Roma pensa al bis, ma deve inseguire il candidato del centrodestra Enrico Michetti. In un articolo del Domani, si leggono infatti i dettagli del party per il compleanno.

Circa 50 invitati, alla terrazza del Bernini Bristol, in una delle location più belle della capitale e in una struttura di proprietà di Bernabò Bocca, ex senatore di Forza Italia e presidente di Federalberghi. Qualche settimana fa, Bocca e la Raggi, avevano annunciato insieme l’allargamento della struttura con il voto del consiglio comunale, che dava l’ok per l’ampliamento. La notizia, non ha fatto piacere a tutti.

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La Raggi festeggia all’hotel: party pagato da Sorbello

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Virginia Raggi incassa un altro colpo (Youtube)

Il Domani continua a riferire i dettagli della festa della sindaca. Il party sarebbe stato offerto da Roberto Sorbello, collaboratore di cui si sa poco e finito nel mirino per una targa dedicata all’ex presidente della Repubblica Ciampi con un errore di stampa. La cifra spesa, secondo fonti intercettate dal quotidiano, sarebbe fra i 5 mila e i 6 mila euro. Compleanno o cena elettorale? il Domani fa notare che seppur collabori a titolo gratuito, il regolamento comunale delibera che i dipendenti non possono né ricevere né fare regali sopra i 150 euro. 

Alla festa intanto, secondo il quotidiano, erano presenti il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il leader dei 5 stelle Giuseppe Conte, l’ex ministro Pecoraro Scanio e l’attrice Nancy Brilli. L’entourage della sindaca intanto non vede anomalie, ma la festa nell’hotel che ha da poco incassato la variazione dopo un lungo iter burocratico genera polemiche. In campagna elettorale, l’autogol sembra abbastanza clamoroso.