Una polemica travolge Belen Rodriguez: i social la mettono nel mirino dopo il recente parto. Cosa è accaduto in ospedale?

Belen rodriguez
Belen Rodriguez (foto youtube)

Belen Rodriguez finisce nuovamente nel mirino della critica. Tutto è accaduto dopo la nascita della figlia della showgirl, subito dopo la vittoria dell’Italia agli Europei e della Argentina in Copa America. Si è scatenato il caos però nell‘Ospedale di Padova. Così tanto da far finire la storia in tribunale, dove saranno accertate le cause che hanno dato vita alle polemiche.

Il tutto sarebbe partito dopo una foto, con un post su Facebook. Nell’immagine è ritratto un foglio che tira in ballo lo stop degli ascensori, con la scritta: “Causa Belen, fino a nuovo ordine”. Da quel messaggio si è innescata una polemica sul “trattamento di favore”, che la Rodriguez avrebbe incassato nell’Ospedale di Padova. E poi ancora il botta e risposta fra il sindacato della Sanità e e il direttore, che rifiuta le accuse e prova a spiegare i fatti. Ma cosa è accaduto davvero?

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Belen Rodriguez, un’ala dell’ospedale chiusa per la nascita della figlia: la showgirl si ribella

Belen Rodriguez
Belen Rodriguez, al centro della polemica (foto Youtube)

Il sindacato della Sanità denuncia quindi che “Per far nascere la sua secondogenita, il 12 luglio, l’ospedale di Padova ha chiuso un’ala dove era ricoverata la showgirl”. E ancora: “una mobilitazione da struttura privata e non pubblica”. La vicenda ha trovato il detonatore in rete, e Belen è stata coperta dagli insulti per il trattamento di favore che avrebbe ricevuto. Il sindacato infatti chiarisce che le segnalazioni ricevute sono tante, e che la sanità pubblica deve essere un’eccellenza per tutti.

Un altro fattore che ha amplificato la polemica è la scelta di decidere per un ricovero a Padova e non a Milano, città in cui abita la showgirl. La risposta però arriva dal direttore generale di Padova che smentisce. “Ho letto di un piano bloccato – riferisce Giuseppe Dal Ben – ma non è vero. La pazienze ha occupato una delle tre stanze a pagamento, e il reparto non ha avuto rallentamenti. Si sono alternate una cinquantina di partorienti, e la vigilanza era presente solo per non creare problemi ad altre degenti”. Il tutto però potrebbe essere chiarito in un tribunale.