Dal 1 giugno 2021 il killer di Giovanni Falcone e del piccolo Santino Di Matteo, Giovanni Brusca, è un uomo libero, ma al danno per la comunità si aggiunge la beffa: l’ex boss di Cosa Nostra riceverà dallo Stato uno stipendio che pagheranno tutti gli italiani con le proprie tasse. Il dettaglio.

Stipendio Brusca

Dalla mezzanotte del 31 maggio 2021 il killer di Giovanni Falcone e del piccolo Santino Di Matteo, il boss di Cosa Nostra Giovanni Brusca, è un uomo libero. Grazie al suo pentimento, in verità molto utile per ricostruire il funzionamento della Mafia corleonese, ha usufruito di una riduzione di pena sulla condanna definitiva. Sconto di pena che lo ha portato a scontare 25 anni di carcere dal 1996 ad oggi.

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Sulla liberazione di Brusca si sono sollevate migliaia di voci di disaccordo, anche se in termini di legge è tutto regolare. Voci che si indignano del fatto che un feroce assassino sia in libertà. Voci che, da oggi, hanno un altro fortissimo tema di indignazione. Giovanni Brusca, come riporta l’edizione oggi in edicola del quotidiano di Roma Il Tempo, ha ottenuto una serie di benefits dopo l’uscita dal carcere.

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Lo Stato paga a Giovanni Brusca uno stipendio

Una casa in una località segreta, una nuova identità, e la cosiddetta indennità di mantenimento una cifra tra i 1000 e i 1500 euro al mese a cui se ne sommano altri 500 euro per ogni familiare a carico. Una pensione di fatto, uno stipendio pagato dallo Stato, un reddito per il “nuovo” Brusca costruito con i soldi di tutti i cittadini che pagano le tasse in Italia.

Da sottolineare che l’emolumento è versato dallo Stato già dall’anno 2000, vuoto per pieno circa trecentomila euro sono già finiti nella sue tasche. Da evidenziara che se Brusca decidesse di abbandonare il programma di protezione dei testimoni riceverebbe una sorta di liquidazione. Conti alla mano altri quarantamila euro a carico degli italiani. Un vero affare.