Vaccino Covid, prima causa risarcitoria in Italia

In Italia è pronta la prima causa risarcitoria per danno procurato dal vaccino anti-Covid. L’annuncio è stato dato dal Codacons.

Vaccino Covid
Vaccino Covid (screenshot video YouTube)

Il Codacons ha avviato la prima causa risarcitoria per un danno procurato dal vaccino anti-Covid. L’associazione da sempre ha prestato molta attenzione ai possibili effetti collaterali dei farmaci e in questo caso ha deciso di presentare una richiesta di risarcimento all’Asl di Roma 2 e al Ministero della Salute.

In caso di rifiuto, il Codacons ha annunciato la propria intenzione di voler procedere per vie legale sempre nei confronti del Dicastero per ottenere la cifra richiesta. Si tratta di una prima volta, ma la stessa associazione in futuro potrebbe decidere di dare vita ad altre vicende simili nel rispetto della legge 210/92 che riconosce ai cittadini vittime di danni da vaccinazione un risarcimento.

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Il caso

Vaccino
Vaccino (screenshot video YouTube)

In particolare, come riportato dall’Adnkronos, il caso riguarda un cittadino romano di 46 anni, colpito da un ictus poco dopo la somministrazione di Johnson&Johnson in farmacia. La vaccinazione è avvenuta il 6 agosto 2021 alle 15:30 e poco dopo l’uomo ha accusato dei dolori al braccio e una paresi sul lato sinistro del viso vicino alla bocca con difficoltà a parlare.

Immediato il trasferimento in ospedale con gli accertamenti medici che hanno evidenziato “un ictus cerebrale ischemico a carico dell’emisfero destro e veniva immediatamente approntata una trombolisi per via endonvenosa“. Il 46enne attualmente si trova ancora in una clinica per il percorso di recupero dall’ictus e la famiglia ha deciso di rivolgersi al Codacons per capire se questo ictus potrebbe essere stato provocato dal vaccino.

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Gli approfondimenti medici autorizzati dall’associazione hanno confermato come “la circostanza della somministrazione possa aver rappresentato il primo motivo di un episodio tromboembolico in un soggetto sano“. Da qui, viste anche le evidenze scientifiche, la decisione di chiedere al ministero della Salute e alla ASL di Roma 2 un risarcimento. E, in caso di rifiuto, pronta una causa legale.

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