Nuovo confronto tra la sindaca di Roma Raggi e Roberto Gualtieri alla ‘Festa del Fatto Quotidiano”. Assente Michetti, con gli organizzatori che hanno messo il cartonato.

Raggi e Gualtieri
Raggi e Gualtieri (screenshot video Facebook)

Entra nel vivo la corsa per l’elezione al Campidoglio e il confronto acceso tra Raggi e Gualtieri ha animato la festa del Fatto Quotidiano. Come riportato dall’Adnkronos, la sindaca uscente si è detta molto serena: “Quando il Movimento andò a governare parlò di un contratto di governo, ma a livello romano ci sono delle differenze. Io per esempio ho lottato con le unghie e i denti per tenere l’Atac pubblica, mentre il Pd voleva privatizzarla“. Su questo tema è arrivata immediata la replica dell’ex ministro: “E’ una comica sentire tutto questo. Semmai è il contrario e questo lo abbiamo visto con Roma Metropolitane“.

Uno scambio di battute anche su Casapound. Il primo ad accendere la ‘miccia’ è stato Gualtieri: “Farei tutto quello che la sindaca non ha fatto in questi anni, ossia lo sgombreri immediatamente“. Immediata anche in questo caso la risposta della sindaca: “L’immobile non è del Comune e c’è uno scambio di responsabilità tra Miur e Demanio. Secondo me bisognerebbe domandarsi come mai in questi 20 anni non è mai stato sgomberato. Io ho detto che sono disposta ad acquistarlo per fare delle case popolari. Mancano purtroppo delle competenze di base e Gualtieri poteva imporsi quando era ministro visto che il Demanio era sotto di te“.

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Assente Michetti

Confronto che non ha visto la presenza di Michetti e di Calenda. Entrambi rappresentati con un cartonato che sicuramente è destinato a far discutere. Una scelta che non è piaciuta a molti e sui social ci sono state diverse critiche al giornale.

Il confronto tra i due candidati è andato comunque avanti con un dibattito molto accesso e nei prossimi giorni non si esclude la possibilità di un nuovo confronto anche con gli altri due candidati anche se, come detto anche dallo stesso Michetti, tutti i presenti devono rispettare le regole. Nell’ultimo, infatti, non c’è stata la possibilità di dialogo per un confronto duro tra Calenda e Gualtieri che ha preso la scena.


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