Marcell Jacobs si racconta al Corriere della Sera: “Mio padre da bambino non lo ricordo. Pr anni me ne fregavo, ora ho cambiato prospettiva”.

Marcell Jacobs
Marcell Jacobs (screenshot video YouTube)

Marcell Jacobs si racconta al Corriere della Sera. Il campione olimpico ha ammesso di aver cambiato passo dopo l’incontro con una brava mental coach. “Con lei – ha detto il ragazzo di Desenzano sul Garda – ho accettato di lavorare in profondità sulle paure e sui miei fantasmi. Non è stato facile: c’è una parte intima che non vogliamo mostrare nemmeno a noi stesso. Però imparo in fretta. Il lavoro psicologico è iniziato a settembre dell’anno scorso e in meno di un anno ho ottenuto risultati importanti“.

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Il velocista è ritornato anche sul suo passato. “Mi sento italiano in ogni cellula del mio corpo – ha ammesso – mio padre da bambino non me lo ricordo. A scuola mi chiedevano di mio padre e io rispondevo che non esisteva. Per anni ho alzato un muro e quando mio padre mi contattava me ne fregavo […]”. “Ma ora – ha aggiunto – ho cambiato prospettiva. E’ incredibile la potenza dell’energia che si muove quando abbatti un muro. Lo odiavo per essere scomparso, ma è lui che mi ha dato la vita, la velocità e i muscoli pazzeschi. L’ho giudicato senza sapere nulla di lui. Prima se una gara non andava bene davo la colpa agli altri, alla sfortuna e al meteo. Adesso ho capito che i risultati dipendono solo dal lavoro e dall’impegno“.

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