Santa Maria Capua Vetere, un ex detenuto del carcere “Francesco Uccella” ha raccontato davanti alle telecamere di ‘Fanpage’ l’orrore di quegli attimi che ha vissuto insieme ad altri lo scorso 6 aprile del 2020, dopo una rivolta

Parla il detenuto del carcare di SMCV (screenshot video YouTube)

Arrivano testimonianza shock da parte di alcuni detenuti che, nell’aprile del 2020, sono stati picchiati dagli agenti di sicurezze del carcere “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere. Violenze che sono arrivate dopo la rivolta dei detenuti dopo la sospensione dei colloqui per l’emergenza Covid. Calci, manganellate, pugni, schiaffi hanno dovuto subire queste persone, anche chi come Vincenzo che oggi è a casa per fine pena ed è sulla sedia a rotelle.

L’uomo ha deciso di raccontare quegli attimi e quel periodo rilasciando un’intervista a ‘Fanpage‘. Queste alcune delle sue parole: “Mi sono chinato perché non ce la facevo più e loro continuavano a colpirmi in faccia. Siamo stati carne da macello“.

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Davanti alle telecamere ha fatto notare di avere un “buco” in mezzo al suo petto. Opera di una agente che lo ha manganellato ripetutamente, affermano che non erano essere umani ma “demoni“. Ci tiene a dire che la loro era una “piccola protesta“. La guardia penitenziaria non ha avuto pietà per nessuno di loro, neanche per Vincenzo che è sulla sedia a rotelle. Uno per uno venivano picchiati.

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Santa Maria Capua Vetere, Cacace: “Sapevano che avevo problemi al cuore

Tanto è vero che uno degli agenti ha rivolto a Cacace le seguenti parole: “Non preoccuparti perché le telecamere sono spente“. Manganellate in bocca tanto da fargli cadere denti. Ha problemi anche ad un occhio sinistro, sempre per via delle ripetute violenze che ha subito in carcere.

Cacace ha confermato che la violenza: “E’ durata tutta la notte. Quando finivano con un detenuto iniziavano con un altro. Mezz’ora per picchiarmi nonostante loro sapevano benissimo che avevo problemi al cuore“.

Siamo malavitosi, nella nostra vita abbiamo sbagliato ed è giusto che si aprano le porte del carcere. Scontare la pena sì, ma non con la vita“. E sul non aver denunciato: “Non è nel mio stile. Sono un uomo d’onore”.