Genova, i genitori della povera Camilla hanno deciso di donare i suoi organi che salveranno ben cinque vite. 

Astrazeneca (screenshot video YouTube)

Purtroppo ieri si è spenta Camilla Canepa, la giovane di soli diciotto anni che pochi giorni fa aveva fatto il vaccino Astrazeneca nell’Open Day di Sestri Levante, città dove viveva. Le sue condizioni erano notevolmente peggiorate ed era stata ricoverata per rimuoverle una trombosi. E’ deceduta all’ospedale San Martino di Genova per una trombosi al seno cavernoso con emorragia cerebrale. I genitori della ragazza hanno deciso di donare gli organi della figlia ha chi ne ha bisogno. Hanno dato il loro consenso. Aiuterà ben cinque persone che potranno usufruire dei suoi organi.

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Una scelta che ha commosso molte persone, anche il Governatore della Liguria, Giovanni Toti. Quest’ultimo, sul proprio profilo ufficiale Facebook, ha pubblicato un post: “La Regione Liguria è addolorata per la scomparsa di Camilla. Tutti noi ci stringiamo attorno alla famiglia e agli amici della ragazza, alla città di Sestri Levante. Un plauso va ai suoi genitori che hanno acconsentito alla donazione degli organi che salveranno 5 vite“.

I suoi organi sono stati espiantati nella tarda mattinata. Tanto è vero che il suo fegato sta per raggiungere l’ospedale di Niguarda (Milano)

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Gli organi di Camilla saranno donati: il saluto degli amici

La ragazza soffriva di ‘piastrinopenia autoimmune familiare‘ e assumeva una doppia terapia ormonale. Gli investigatori stanno lavorando su questa vicenda, per capire se queste due patologie erano state indicate nella scheda, poco prima che la ragazza si sottoponesse al vaccino. Oltre ai documenti (che in questo momento sono in possesso dei militari), saranno valutati anche le relazioni dei dirigenti medici del San Martino Pelosi e Brunetti.

Camilla Toti

Sotto casa della povera Camilla è stato poggiato un mazzo di fiori sul suo scooter. Tantissimi i messaggi che le hanno lasciato i suoi amici: “Di questa follia hai pagato il conto più pesante“, “Solo lacrime e gratitudine alla famiglia che ha dato senso ad una morte insensata con la donazione degli organi“.