La scelta di Antonio Conte di mollare l’Inter in corsa ci lascia l’amaro in bocca: perché il tecnico leccese ha preso una decisione molto discutibile

Antonio Conte
Antonio Conte (Getty Images)

Sarà una Serie A grandi firme, mai come quest’anno. Già, perché ai già quotati allenatori “da Champions” come Gasperini e Pioli si sono aggiunte delle grandi firme pronte ad infiammare nuovamente il nostro campionato dopo qualche anno di assenza. Massimiliano Allegri, Luciano Spalletti, Maurizio Sarri e soprattutto lui, Josè Mourinho, lo “Special One” che con Sarri è pronto a metter su un gran bel derby: potete starne certi!

Tutti fermi da un po’, tutti carichi a molla per le nuove avventure, tutti pronti a rinverdire vecchi fasti. E poi i giovani rampanti come Gennaro Gattuso alla Fiorentina e Simone Inzaghi, pronto a prendere in mano l’Inter campione in carica sperando di riconfermarsi. C’è tutto l’occorrente per infiammare il prossimo campionato a partire dalle panchine, ma all’appello ne manca uno, forse proprio il più importante di tutti: Antonio Conte.

Antonio Conte sceglie il “porto sicuro”: una costante nella sua carriera

Antonio Conte
Antonio Conte (Getty Images)

Ed è un’assenza che dispiace, dispiace un sacco. Antonio Conte ha deciso di mollare l’Inter sul più bello, rifiutando di accollarsi una sfida che sarebbe stata ancora più avvincente di quella dello scorso anno. Intanto perché confermarsi è sempre più difficile ma poi perché finalmente avrebbe potuto dimostrare che sa vincere anche al cospetto dei big, al contrario di quest’anno in cui ha trovato un vuoto di potere enorme, e ovviamente ne ha approfittato.

Purtroppo questo limite caratteriale Conte l’ha sempre avuto. Troppo facile sposare l’Inter più ricca degli ultimi 10 anni, troppo facile andar via per poi aspettare qualche big europea pronto a ricoprirlo di soldi. Non a caso stava per andare al Tottenham, società straricca e con una situazione che piace molto al mister pugliese: già, perché quest’anno non avrà coppe europee e avrebbe potuto concentrarsi soltanto sul campionato. Rischio zero, insomma. Ed è un vero peccato: le scelte di Conte danno quasi la sensazione che fugga da qualcosa, che non voglia mai fare il passo più lungo della gamba. Mourinho ha preso la Roma, Sarri la Lazio, Allegri la Juve più disastrata degli ultimi 10 anni e Spalletti un Napoli bruciato dal finale shock di campionato. Scelte di coraggio, da uomini duri: tenersi un’Inter già fortissima per rilanciare poteva starci tutta. E invece…