Green Pass obbligatorio, le parole della senatrice Granato fanno discutere

La senatrice Granato ha preso una chiara posizione sul Green Pass obbligatorio a Palazzo Madama. E le sue parole faranno discutere.

Senatrice Granato
La senatrice Granato (screenshot video YouTube)

La senatrice Bianca Laura Granato dice no all’obbligo del Green Pass obbligatorio a Palazzo Madama. A pochi giorni dal via libera da parte del Senato, l’esponente de L’Alternativa c’è ha ribadito la propria intenzione di non esibire la certificazione per entrare in Aula.

Quando sono fuori – ha detto la senatrice citata dall’Adnkronosper rispettare le regole a cui sono posti tutti i cittadini lo esibisco. Nel luogo deputato alla rappresentanza dei cittadini dico no ad una distorsione del regolamento di Palazzo Madama, oltretutto che arriva da un decreto legge, cioè un atto approvato dal Governo ma non convertito in legge dal Parlamento visto che ne stiamo discutendo proprio in questo momento“.

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Dalla Camera al Senato, il Green Pass diventa obbligatorio

Bianca Laura Granato
Bianca Laura Granato (screenshot video YouTube)

Dal 15 ottobre il Green Pass è diventato obbligatorio sia alla Camera che al Senato. Il primo ad adeguarsi alle regole decise dal Governo è stato Montecitorio, ma nei primi giorni di ottobre anche Palazzo Madama ha deciso di introdurre la certificazione verde come unico requisito per poter entrare in aula e nella struttura.

Misura valida, come successo anche nella pubblica amministrazione, per tutte le persone che lavoro all’interno di questi edifici e non solo per i politici. Una scelta non condivisa da tutti i parlamentari e le parole della senatrice Granato ne sono la conferma.

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L’esponente di Alternativa C’è ha ribadito la propria intenzione di non esibire il Green Pass in Aula almeno fino a quando il decreto non sarà definitivamente trasformato in legge e quindi sarà stato approvato da Senato e Camera. Il percorso è appena in iniziato in Parlamento e quindi ci vorrà ancora qualche settimana per vedere il provvedimento con il via libera del Parlamento.

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