I numeri raccontano come cambiano vacanza ed estate dei romani, che preferiscono le coste laziali: paura Variante e prenotazioni in caduta

Romani in vacnza
Vacanza ai tempi del Covid, boom di disdette e crollo delle prenotazioni anche per i romani (screenshot video YouTube)

C’è un solco netto fra il 2019 e il 2021. Fra l’estate pre Covid, e le due stagioni estive condizionate inevitabilmente dalla pandemia. I numeri infatti testimoniano il cambio di rotta nelle vacanze dei romani, condizionati nelle scelte dalla Variante, dai contagi in aumento, dal Green pass. A risentirne sono le strutture che cancellano prenotazioni. Anzi, che in molti casi neanche le incassano, con un buco pesante economico che sta mandando al tappeto un settore intero. É boom di disdette quindi, ma il dato che più rende l’idea è il paragone fra l’estate 2021 e quella di due anni fa.

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Le partenze dei romani diretti in vacanza nel 2019 erano quasi 800 mila al mese. Quest’anno invece sono circa 150 mila, praticamente il 20%. E le prenotazioni per fine agosto e settembre sono praticamente azzerate. Timore quindi, ma anche crisi economica che si fa sentire. Lo sottolineano Flavet e Confapi, principali associazioni di agenzie di viaggi. Stagione compromessa quindi, e ripartenza che non si è mai concretizzata. Lo testimoniano anche i dati sul traffico nella capitale, sensibilmente superiori rispetto agli altri anni. Poche vacanze in Grecia o in Spagna quindi. A trarne beneficio sono le località balneari laziali, che incrementano i numeri delle presenze e anche i prezzi negli affitti, in alcuni casi lievitati al limite della decenza. E il futuro? Le associazioni chiedono un piano, perché i numeri sono preoccupanti.