É ancora caos sui Green Pass, e il ministro Lamorgese prova a fare chiarezza: “I titolari dei locali non possono chiedere documenti”. E allora come si fa?

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Il ministro Lamorgese si è espressa sul tema Green pass (Youtube)

La domanda sorge spontanea. E non è una frase fatta, ma racchiude in pieno cosa sta accadendo dopo l’entrata in vigore delle norme sul Green pass. L’ingresso in diversi luoghi, fra cui i ristoranti, è consentito solo con il certificato verde, che è ormai un lasciapassare obbligatorio dal 6 agosto. Dopo aver riscontrato diversi fake reperibili in rete però, cresce l’allarme per le false certificazioni, che potrebbero rendere inutili i controlli da parte dei ristoratori. Sulla vicenda si è espressa Luciana Lamorgese, che ha provato a fare chiarezza. “Il Green pass servirà come un biglietto per andare al cinema – ha sottolineato in una diretta al quotidiano La Stampa il Ministro – e il rispetto delle regole è importante. Saranno i proprietari dei locali a controllare, ma di certo non possono chiedere i documenti. Non sono la Polizia”. 

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Permangono però dubbi, soprattutto legati ad un’altra frase del ministro. “Non si può sperare che sia la Polizia ad occuparsi dei controlli a campione che non esludiamo vengano fatti, altrimenti sarebbero distolti dalle altre attività che svolgono”. Ci si chiede a questo punto se basteranno i “controlli a campione”, e soprattutto se basterà ai titolari dei locali vedere un Green pass che viste le recenti notizie sui falsi potrebbe essere del tutto inutile. Il decreto è entrato in vigore, ma il rispetto delle norme non sembra ancora chiaro. E di sicuro rischia di mettere anche in pericolo chi con i Green Pass spera di poter consumare un pasto serenamente o tornare ad una sorta di normalità.