Massimo Cacciari fuori dal coro: l’attacco è durissimo e documentato sul tema del Green Pass. “É un regime, una sperimentazione di massa”.

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Massimo Cacciari duro sul tema Green pass (Youtune)

Massimo Cacciari è abituato a parlare fuori dal coro, e i suoi interventi sono spesso taglienti. Anche sul tema del foglio verde, e delle novità introdotte che entreranno presto in vigore, le sue parole suonano come un monito pesante al governo. Intervenuto sul tema, in una pubblicazione dell’Istituto italiano degli studi filosofici di Napoli, Cacciari è intervenuto sul tema Green pass, ed ha lanciato bordate contro il governo.

“La discriminazione di una categoria di persone – ha sottolineato -, che diventano cittadini di serie B, è un atto gravissimo. Le conseguenze per la tenuta della democrazia rischiano di diventare drammatiche”. Cacciari prosegue e alza un polverone sul tema. “C’è leggerezza, e sembra il passaporto interno che dovevano esibire i cittadini dell’Unione Sovietica. Quando il vaccino si trasforma in una sorta di simbolo politico-religioso, e quando sento dichiarazioni tipo li purgheremo con il Green Pass, il tutto sembra una deriva anti-democratica”. Nella sua missiva a doppia firma insieme al filosofo Giorgio Agamben, Cacciari prosegue. E le sue parole fanno clamore.

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Cacciari sul Green pass: “Sperimentazione di massa”

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Affondo di Cacciari sul tema Green pass (Youtube)

Cacciari lancia strali, e poi li motiva con dati scientifici. “Nessuno invita a non vaccinarsi – sottolinea – ma un conto è sostenere l’utilità, mentre è diverso tacere sul fatto che ci troviamo al cospetto di una sperimentazione di massa”. E ancora: “Il vaccinato può contagiare e ammalarsi. In Inghilterra su 117 nuovi decessi 50 avevano ricevuto la doppia dose, mentre in Israele sostengono che il vaccino copra il 64% di chi lo ha ricevuto. Anche le aziende farmaceutiche dichiarano che non si possono prevedere i danni a lungo periodo, perché non sono stati effettuati tutti i test. Fino a quando – prosegue – dovremo stare con il pass?”

Poi le conclusioni. Dirette, molto pungenti. “Il bisogno di discriminare è antico come la società, ma il renderlo legge è qualcosa che la coscienza democratica non può accettare, e bisogna reagire. É necessario evitare la discriminazione diretta, anche di chi ha scelto di non essere vaccinato”. Parole dure da parte dei due filosofi, che si schierano contro le norme sul Green pass.