Matteo Salvini (semi) cita Fantozzi che parla della corazzata potemkin.

E lo fa parlando del Green pass, lo strumento che servirebbe in qualche forma a distinguer i vaccinati dai non vaccinati nell’ottica del poter usufruire di alcuni servizi / poter effettuare determinate attività (mangiare in ristoranti al chiuso o entrare in discoteca, per esempio).

Senza mezzi termini, parlando in piazza a Rosolina Mare, a Rovigo, Salvini ha bollato il Green pass come “una cazzata pazzesca” che porterebbe solo un “casino totale”.

Secondo il leader della Lega, d’altra parte, la campagna vaccinale sta procedendo per il meglio e non avrebbe senso imporre restrizioni (nonostante i casi in aumento): “L’85% di coloro che sono sopra i 60 è ormai vaccinato. La morte era lì. Ora dobbiamo rendere disponibile il vaccino per i 70-80enni. Il tutto con prudenza, ma senza rovinare la vita e senza multare e chiudere in casa i ragazzi che hanno sofferto per un anno e mezzo”.

E se “è giusto mettere in sicurezza i genitori e i nonni”, non sarebbe giusto adottare il Green pass giacché significherebbe “averlo per andare in pizzeria, in discoteca. Significa il casino totale perché devono avere la seconda dose di vaccino tutti quelli che sono sotto i 40 anni. Ma prima che la facciano se ne parla a ottobre, se va bene”.

L’ex vicepremier ha quindi proseguito con l’esempio del parco acquatico, dove “ci può andare mio padre che ha 76 anni e non mio figlio che ne ha 18”.

Da qui, la chiosa: “E’ una cazzata pazzesca. Rovinare l’estate a pizzerie, ristoranti, alberghi… E non scherziamo sulle multe da 400 euro“.

Da sottolineare quindi come Salvini sia tornato sul tema in un’intervista alla Repubblica, aprendo – seppur in piccola parte – alla possibilità di un parziale uso del Green pass, per i grandi eventi (allo stadio, per esempio).

Ma battendo ancora sulla non obbligatorietà del vaccino, che comunque lui presto si inoculerà (“Io mi vaccinerò a breve, come libera scelta”).

Salvini contro il Green pass, la reazione di Letta

Da un palco all’alto, è arrivata la replica del leader del Partito Democratico Enrico Letta.

Dal palco della festa dell’Unità di Testaccio, a Roma, Letta ha dichiarato: “Se la Lega accetta che il proprio segretario dica che il Green pass è una cazzata purtroppo non ci posso fare granché. Quella parola è da irresponsabili”.

Spingendosi poi oltre e prendendo una posizione diametralmente opposta a quella di Salvini, parlando di obbligo vaccinale: “Io sono tra quelli favorevoli all’obbligo vaccinale. Non è che una cosa che non esiste, esiste e ci sono già obblighi vaccinali. Non stiamo inventandoci una cosa nuova. Con quello che è successo in questo anno e mezzo, io francamente mi chiedo cos’altro dobbiamo aspettare”.

“La vaccinazione è un dovere morale di tutti noi e invito Salvini e Meloni a dire perché non si sono ancora vaccinati”, ha quindi aggiunto Letta (ma, in tal senso, è già arrivata la replica di Salvini).