Piove droga nei cieli della Sardegna.

Ad Oristano, per l’esattezza, un piccolo velivolo veniva utilizzato per far letteralmente piovere cocaina sulle campagne del capoluogo della Sardegna centro-occidentale: un metodo direttamente mutuato dai narcos sudamericani e che ha consentito ai carabinieri di individuare e sgominare un importante traffico di stupefacenti.

Andiamo con ordine:

nella giornata di oggi i carabinieri della Compagnia di Oristano hanno arrestato un italiano ritenuto responsabile di un traffico di droga veicolato attraverso i cieli.

Secondo quanto dichiarato dagli inquirenti, per far arrivare della droga sull’Isola dei piccoli velivoli da turismo sorvolavano i territori sardi per poi sganciare la suddetta verso il suolo, dove veniva raccolta dai destinatari.

Le indagini delle forze dell’ordine erano iniziare alcuni mesi fa, quando era stato scoperto il singolare (ma, come già sottolineato, non si tratta di un unicum) modo con cui il carico di cocaina giungeva a terra: in quella occasione un borsone era giunto per errore su una casa alla periferia di Baratili San Pietro, piccolo comune nella regione del Campidano di Oristano.

Da lì la segnalazione alle forze dell’ordine che – dopo aver indagato sul contenuto di quel borsone (otto chili e mezzo di cocaina, un valore al dettaglio di oltre 8 milioni di euro) – sono giunti al pilota del velivolo, un 28enne romano, grazie all’analisi dei piani di volo e del Gps del velivolo (partito dall’aeroporto di Roma Urbe e giunto in Sardegna passando per la Tolfa di San Savero e attraversando la provincia di Nuoro).

L’uomo è stato arrestato – e adesso si trova in carcere – dopo essere tornato da un viaggio all’estero e deve adesso rispondere dell’accusa di traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini proseguono adesso per risalire alle altre persone coinvolte in questo traffico di droga “volante”.