Era l’11 luglio 1982.

L’Italia batteva a Madrid la Germania Ovest e si laureava campione del mondo per la terza volta.

A realizzare la rete del momentaneo 2-0 Marco Tardelli, poi icona di quel mondiale grazie al suo urlo liberatorio (in seguito urlo mundial).

Esattamente 39 anni dopo l’Italia vince un’altra importante competizione internazionale: il suo secondo europeo, battendo i padroni di casa inglesi ai calci di rigore.

Tardelli ha visto il match a Pantelleria e – avvicinato dai nostri microfoni – ha espresso tutta la propria felicità per la vittoria dell’Italia, come d’altra parte già da lui pronosticato.

Una vittoria storica per l’Italia, a 53 anni dall’unico Europeo vinto.

Tardelli stesso non era riuscito ad andare oltre il quarto posto del 1980 (quando l’Italia fu sconfitta ai calci di rigore dalla Cecoslovacchia nella finale per la medaglia di bronzo).

E quindi quest’oggi celebra come tutti noi la squadra di Mancini, dividendo i meriti equamente fra tutti:

“I meriti sono di tutti quanti, dall’allenatore, dello staff, dei giocatori”.

E parlando dei giocatori, Tardelli si è soffermato su due dei ragazzi che più si sono messi in mostra durante la competizione (seppur vivendo qualche momento di appannamento, dimenticabile data la vittoria finale):

“Barella ricorda Marco Tardelli? Barella è Barella, io sono Marco Tardelli. Ha fatto un buon Europeo anche se ieri era molto stanco, ed ha giocato sottotono” – ha detto il campione del mondo del 1982, che ha poi parlato di Federico Chiesa.

“Chiesa è il campione della nazionale, l’ha certificato in questo europeo ma può fare ancora di più”: ha dichiarato Tardelli.

E lo speriamo tutti noi: tra poco più di un anno c’è un Mondiale da provare a conquistare.