La foto del conto da 41 euro per tre spremute e un po’ d’acqua raccontano le due facce della crisi: cifra folle, ma ristoranti pieni.

spremute 41 euro
Il conto con le tre spremute e l’acqua da 41 euro

Tre spremute “folli”, da 27 euro. Alla faccia della crisi verrebbe da dire. Il conto infatti è salatissimo al ristorante di un noto chef, nonostante gli ospiti abbiano preso solo una bottiglia d’acqua, un’aranciata e tre spremute. Il dibattito si allarga. Il conto della spesa infatti è spropositato, ma i ristoranti degli chef, anche quelli stellati, continuano ad essere pieni.

Crisi o meno infatti, c’è una fetta di popolazione che non rinuncia ai vizi, o agli sfizi. Anche quelli più costosi, che sembrano un discorso solo per pochi. L’apertura di “Cracco Portofino”, dopo quella di “Cracco ai navigli”, testimonia infatti la crescita esponenziale degli affari per l’apprezzatissimo chef, che ha abbandonato i programmi televisivi per concentrarsi nuovamente sulla sua attività principale. E a giudicare dalla risposta degli amanti della sua cucina, dalle folli spremute da 27 euro, e dai curiosi che affollano i curatissimi locali dell’ex “cattivo” di MasterChef, la scelta sembra azzeccata.

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Il conto per tre spremute da 41 euro riapre il dibattito: la crisi sembra non toccare tutti

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Carlo Cracco, chef stellato italiano (Youtube)

Il conto al Cracco Cafè di Milano riapre il dibattito. Tre spremute, un’aranciata e una bottiglia d’acqua sono costate ad un avventore del locale 41 euro. Un conto salatissimo verrebbe da dire, ma la verità, come spesso accade, sta nel mezzo. In una situazione di crisi sanitaria ed economica globale, la spesa non è di certo per tutti. C’è una pezzo d’Italia però che continua a condurre una vita normale per le proprie tasche. Fatta di vizi, di privazioni azzerate, di spese anche fuori dal comune per poche bevande in un locale esclusivo.

Verrebbe da dire che da parte sua chef Cracco fa bene a mantenere prezzi altissimi nei suoi prestigiosi ristoranti. Dopo la brutta sorpresa della guida Michelin 2018, in cui il noto e bravo chef perse una stella, scoppiarono le critiche per la sua esposizione televisiva. Da quel momento in poi Carlo Cracco ha detto addio alle partecipazioni nei programmi di cucina, che hanno avuto un clamoroso successo anche grazie alla sua particolare propensione a stare davanti alle telecamere. Focus concentrato quindi selle sue attività. E se c’è chi ancora si accomoda ad un tavolo per pagare tre spremute 27 euro, di sicuro la sua decisione ha un senso logico. Alla faccia della crisi verrebbe da dire.