Intervista esclusiva a Claudio Anellucci, agente Fifa e profondo conoscitore del calciomercato italiano e non solo. Toccati diversi temi, dalla separazione tra Gattuso e la Fiorentina, passando per le regole del mercato fino alle voci di un possibile trasferimento di Cavani alla Roma.

Cavani Roma
Cavani

Esclusivo Anellucci su Gattuso, Cavani e il calciomercato in Italia

Gennaro Gattuso ha litigato con Fiorentina, Napoli e con il Milan. E’ sempre colpa degli altri? 

Ho avuto delle problematiche con Gattuso quando ero al Pisa. Non riconosceva la proprietà ed aveva delle problematiche con Petroni che aveva delle difficoltà personali. Un allenatore è un dipendente e non può scagliarsi senza conoscere bene le cose nei confronti di un presidente che poi ha permesso al Pisa di arrivare in B ed iscriversi. Poi per il resto non entro nel merito e non giudico. Quando litighi con tutti i club però qualche domanda se la dovrebbe fare

Realmente cosa è successo tra Gattuso e Commisso?

Non so realmente cosa sia successo. Dalle dichiarazioni di Commisso però la situazione pare chiara. Se è vero, come dice il presidente viola, che sia stata chiesta una commissione pari al valore del giocatore penso che sia una cosa folle e non capisco la federazione italiana e gli investigatori cosa stiano facendo.

Si parla tanto di Cavani alla Roma, conoscendolo è una cosa possibile in caso di cessione di Dzeko?

Cavani alla Roma non è un’operazione fattibile. Non credo che la Roma possa permettersi uno stipendio simile di un giocatore del genere. Anche perché poi gli equilibri all’interno di una società con 300 e più milioni di debiti andrebbero a rischio e qualcuno dovrebbe controllare questa cosa.

Come mai allenatori come Di Francesco e Giampaolo più fanno fatica e più vengono chiamati (come sottolineato anche da Walter Zenga)?

C’è da chiedersi se abbiano un bravissimo manager che li sa piazzare oppure si sanno vendere molto bene. Come ha detto Zenga è allucinante. Se si pensa che in Italia uno come De Zerbi, uno dei migliori usciti negli ultimi anni, è dovuto andare all’estero per esprimere le proprie idee. Questo fa capire la pochezza dei dirigenti del calcio italiano che scelgono solo in base alle amicizie con procuratori ed agenti ed hanno dei ritorni anche loro. Da quello che ho sentito mi sembrano folli alcune cifre.

Presidenti come Rozzi, Anconetani e Dino Viola, sarebbero ancora attuali nel calcio?

Questi erano signori presidenti, con la s ‘maiuscola’. Rischiavano i loro soldi. Anconetani era un personaggio colorito che, anche non essendo un manager, era un grande intenditore di calcio, un grande uomo che ha portato il Pisa in Serie A. Oggi stendiamo un velo pietoso su alcuni presidenti che non meriterebbero neanche il titolo da presidente. Ci sono alcuni che hanno squadre in Serie A e non si sa neanche come.

Ormai c’è la tendenza di portare i giocatori in scadenza di contratto per far guadagnare di più e approfittare delle commissioni. E’ una cosa corretta e come vedi il mercato del futuro?

Il problema non è dei procuratori ma di chi ha dato l’ok a queste regole. La colpa è del sistema. A breve ci sarà un muro addosso al quale questa macchina andrà a schiantarsi. C’è bisogno di regole. Impossibile vendere un giocatore a 20 milioni e chiedere una commissione a 20 milioni. Ha fatto benissimo Commisso a ribellarsi.

Enrico Camelio