Finalmente, s’avvicina l’estate.

Mancano 15 giorni all’avvento della stagione più calda dell’anno e già pregustiamo la possibilità di staccare un po’ dalla routine quotidiana, oltre a pregustare un’estate quasi normale, con tanto di competizioni sportive estive ad accompagnarci.

Ma anche l’estate, come quasi tutte le cose belle, ha qualche lato negativo.

Per alcuni potrebbero essere i tormentoni estivi, che giungono letteralmente a tormentarci fino a piacerci in una sorta di sindrome di Stoccolma musicale; per quasi tutti un lato negativo dell’estate è rappresentato dall’invasione delle nostre città da parte delle zanzare, insetti che vengono a funestare le nostre ferie (ed in alcune parti d’Italia continuano a ronzare per casa anche fino all’autunno inoltrato).

Zanzare tigri, ma non solo

Partiamo da un punto fondamentale: parliamo sempre di zanzare tigri (ché sono una specie non autoctona, giunta nel 1990 con dei copertoni dagli Usa, dove era arrivata dall’Asia dell’est) ma esistono ben 70 specie di zanzara locale.

Per citarne tre: quella di risaia (Aedes caspius), l’anofele che portava la malaria e la Culex che di notte ha la splendida abitudine di ronzare nelle orecchie (e ci chiediamo come l’evoluzione non abbia cancellato questa caratteristica, che rende queste zanzare non particolarmente abili nel nascondersi).

Ad ogni modo, le zanzare sono particolarmente fastidiose perché – oltre a ronzare nelle orecchie – ci pungono e con le punture potrebbero portare anche malattie pericolose come la febbre dengue, la febbre del Nilo, fino al Zika, Chikungunya e febbre gialla.

Il caldo ha causato l’aumento delle zanzare tigre

In merito alle zanzare tigre, ricordava al Messaggero l’anno scorso – in occasione del World Mosquito Day – il ricercatore del Cnr Irsa, Istituto di Ricerca sulle Acque di Verbania Pallanza, Diego Fontaneto: “La presenza della Aedes albopictus, la zanzara tigre, è aumentata un po’ dappertutto, complici il caldo e l’umidità che hanno favorito la nascita delle larve”.

E per questo quella contro le zanzare è diventata una guerra (abbastanza iniqua): “Tutto dipende dal clima, dalle condizioni ambientali locali, dal periodo e da quello che si fa. Stando in un giardino e non farsi mai pungere è praticamente impossibile“.

Praticamente impossibile, ma qualche rimedio in effetti c’è.

Come combattere le zanzare?

La lotta dell’uomo contro la zanzara è un classico estivo.

E sono parecchi i prodotti immessi sul mercato che servono ad evitare punture o addirittura a debellarle.

Ci sono prodotti repellenti (più o meno chimici) da spruzzarsi addosso ed è noto che la citronella e altri profumi dovrebbero tenere lontane le zanzare (in tal senso esistono candele ad hoc che dovrebbero fungere da deterrente per questi maledetti insetti).

Esistono poi apparecchi che attirano le zanzare (e anche altri insetti) verso la luce e le fulminano, così come piccoli device che attraverso ultrasuoni dovrebbero cacciarle, senza poi dimenticare lo zampirone con il suo classico odore che fa molto estate.

Ma non è detto che questi rimedino funzionino e soprattutto si tratta di rimedi palliativi.

La soluzione della startup contro le zanzare

Ma potrebbe esserci una soluzione che cancellerebbe a monte il problema delle zanzare.

Una soluzione di cui ha scritto Viagginews, fra le altre realtà:

una startup approvata da Enea – la Biovecblok, spin-off dell’Università degli studi di Camerino (nelle Marche), ha lanciato un metodo biotecnologico per limitare la riproduzione della zanzara tigre nelle aree maggiormente infestate attraverso degli esemplari di zanzara tigre maschio “sterlizzanti”.

Incapaci di riprodursi, questi esemplari potrebbero porre un freno alla proliferazione delle zanzare (che è il grande problema delle zanzare, come visto poc’anzi).

La sperimentazione di questa startup è iniziata nel 2019 e bisogna attendere per capire se effettivamente avrà un effetto massivo sulla piaga delle zanzare, ma la speranza è che possa essere davvero così,  grazie all’iniezione di un batterio che fa sì che le femmine non trasmettano più il virus Zika e che i maschi rendano sterili le femmine con cui si accoppiano.