Roma, scoppia lo scandalo nel carcere di Rebibbia dove in manette sono finite sette persone nell’operazione denominata ‘Open Prisons’

Roma Rebibbia Cellulari e Sim
Roma, scanadalo ‘Open Prisons’: sette persone arrestate (screenshot video YouTube)

Un vero e proprio scandalo quello che è scoppiato all’interno del carcere di Rebibbia, a Roma. Ben sette le persone che sono state arrestate nell’indagine chiamata ‘Open Prisons‘. Il motivo è sconcertante: all’interno della prigione sono stati introdotti cellulari e Sim per i detenuti, in modo tale da poter parlare dietro le sbarre con i parenti ed amici. Tra le persone che sono finite in manette figura anche il nome di un agente penitenziario che adesso si trova agli arresti domiciliari.

Non solo: grazie a questa vicenda si è scoperto, inoltre, che la richiesta di schede telefoniche per l’acquisto di droghe arriva direttamente da alcuni detenuti. Questi ultimi, successivamente, si occupavano della rivendita nel reparto G8 della prigione. Proprio l’agente è stato colui che faceva da tramite: si occupava dell’inserimento di cellulari ed altro all’interno del carcere. Le sette persone che sono state arrestate sono indagati per spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, introduzione di dispositivi idonei alla comunicazione e di corruzione.

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Roma, scandalo a Rebibbia: nei guai anche i familiari

Anche i familiari dei detenuti rischiano grosso, visto che sono stati coinvolti in questa assurda vicenda. Questi ultimi avrebbero usufruito dei “pacchi colloquio” per poter introdurre le dosi di droga e anche delle Sim dei cellulari.

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Qui sotto, invece, il VIDEO che vede all’opera i carabinieri impegni in questa indagine:

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