Zingaretti fa chiarezza sull’attacco hacker ai sistemi della regione Lazio e parla di situazione grave: “Sono criminali, ma non accetteremo le loro richieste”.

Zingaretti attacchi hacker
Nicola Zingaretti parla degli attacchi hacker ai sistemi della Regione Lazio (screenshot video YouTube)

“Criminali organizzati o terroristi”. Nicola Zingaretti bolla così, e con tanta preoccupazione, gli autori di un gesto che sta creando grossi disguidi ai sistemi della regione Lazio. L’attacco hacker ha mandato in tilt tutti i sistemi, ed ha causato ingenti danni e blocchi pesanti alle vaccinazioni e alle prenotazioni. Il presidente del Lazio prosegue e non nasconde i suoi timori per quanto sta accadendo in queste ore. 

“Si tratta di un cyber attacco molto potente e invasivo – ha affermato – e la situazione è molto complessa. É già accaduto in altre parti del mondo e il segnale più importante da dare è non interrompere alcuna attività istituzionale, perché non bisogna fermarsi davanti a queste cose”. Poi Zingaretti fa chiarezza sul riscatto. “Voci infondate, che sono uscite perché nella pagina web è comparso un invito a contattare il presunto attaccante. Noi abbiamo una linea – precisa – e non tratteremo con nessuno”. La vicenda però è delicata.

Leggi anche: L’attacco hacker al Lazio è estero: ci sarebbe una particolare richiesta di riscatto

Zingaretti sull’attacco hacker: “Il più grave sul territorio italiano, prenotazioni ferme”

hacker attacchi
Attacco hacker ai sistemi della regione Lazio, Zingaretti è preoccupato (Youtube)

Le parole e i dati di Zingaretti danno la dimensione di quanto sta accadendo. La Polizia postale, coordinata dalla procura di Roma, continua a lavorare e indagare. I blocchi però permangono. “Le prenotazioni sono ancora ferme – ha dichiarato il presidente della regione Lazio – e il sistema spento per consentire verifiche. Gli attacchi sono ancora in corso, e accenderlo porterebbe ulteriori danni. Dobbiamo difenderci – ripete ancora – perché la situazione è molto grave“.

Poi Zingaretti entra nel merito. “Hanno stoppato quasi tutti i flie del centro elaborazione dati, le vaccinazioni e la capacità dei sistemi di erogare servizi alla comunità. I dati della Sanità nella regione sono salvi grazie al lavoro di Laziocrea, che ha ripulito tutto. Ciò non toglie che siamo al cospetto di una offensiva operata da gruppi criminali organizzati o terroristici, ma non trattiamo con nessuno”. E intanto l’attacco prosegue, così come il lavoro della Polizia Postale e delle aziende che mettono in sicurezza i dati.